Un sussuro di viole e clarinetto in sotto fondo; auto che sfrecciano nella lane, un serpente luminoso attraverso il budello suburbano; il fastidioso ticchettio del mio HD morente.
Nello schermo lampeggia ossessionante e ipnotico l'esito di una QUERY mal formulata.
Cerco di stendere le gambe, sciogliere un pò la tensione accumulata nel corpo in questi giorni; gli occhi sono stanchi e la mente troppo satura. Vado a dormire, sono le quasi le 13 e Sayid non è ancora tornato dall'ufficio del colombiano.. dannati vendor coreani. Possano andarsene in malora, loro e la free-area di Chinasud.
Guardo per un attimo oltre le serrande in kevlar t-steel che filtrano i raggi solari; sembra una bella giornata. Forse uscirò un attimo.
Sono stufo di questa stanza chiusa.
Voglio sentire un pò di vita intorno a me... magari la pelle ambrata e soffice di Alice: decisamente più calda del case ceramico del sub-server. Prendo due NiKorAA, il mio NetDeck e la Qmem per Alice; ho ancora qualche credito e un buono per un kebab al High Center.
Lascio un messaggio per Sayid nel pad prima di uscire... non voglio che si preoccupi.
Informazioni personali
- Lorenen
- Una foglia tra le foglie. Resa dorata dal troppo sole. Scossa dal troppo vento. Sbattuta e condotta avanti dal destino ma pur sempre con una storia da raccontare.. volete sentirla?
domenica, marzo 07, 2010
lunedì, gennaio 18, 2010
AN(n)O
Un Dicembre turbolento è finito in cenere e carbonella spenta, le parole come vento sono andate via lasciando solo sabbia e polvere. Un senso di vuoto e indifferenza mentre la brace del fastidio e disagio sembra non volersi spegnere. Silente e quieto è arrivato Gennaio, quasi non ci siamo accorti dell'inizio di qualcosa: tutto sembra troppo il proseguo di una situazione da lunghi, lunghissimi giorni, ormai scolpita nella roccia. Vivendo di speranze e illusioni ci siamo detti "cambierà".
Ora come ora c'è troppo da fare in questo fine Gennaio, per potersi fermare, per potersi chiedere cosa ne sarà di noi e di questo contesto in cui ci muoviamo.
Spero che arrivi una pennellata d'acqua a dare inizio ad una nuova opera, una campitura di azzura e una spumosa spruzzata di bianco; poi cobalto, prussia e una velatura di indaco.
Voglio vedere un languido cielo in cui specchiarmi, voglio nuvole candide al fruttosio e colline verdi ma di speranza.. di invidia non so che farmene.
Ora come ora c'è troppo da fare in questo fine Gennaio, per potersi fermare, per potersi chiedere cosa ne sarà di noi e di questo contesto in cui ci muoviamo.
Spero che arrivi una pennellata d'acqua a dare inizio ad una nuova opera, una campitura di azzura e una spumosa spruzzata di bianco; poi cobalto, prussia e una velatura di indaco.
Voglio vedere un languido cielo in cui specchiarmi, voglio nuvole candide al fruttosio e colline verdi ma di speranza.. di invidia non so che farmene.
martedì, dicembre 08, 2009
Sui Sogni
Ricetta per realizzare i sogni
Procurate:
1 bicchiere di cristallo molto fragile
1 baffo di gatto
1 filo di speranza
10 cl. di lacrime
10 cl. di gocce di sudore
10 gr. di illusioni
5 gr. di invidia
2 gr. di tradimenti
Tempo necessario: moltissimo
Difficoltà: da molto alta ad assurda
Procedimento:
Prendete una coppa e miscelate illusioni, invidia e tradimenti; assicuratevi che il composto sia omogeneo e che non sia possibile distinguere i tre ingredienti. Lasciate riposare per un bel pò di tempo, poi fate seccare al sole e gratuggiate con cura fino ad ottenere una polverina finissima e invitante.. abbastanza fine da insinuarsi ovunque senza poter essere fermata.
Prendete il bicchiere, maneggiatelo con cura stando attenti a non romperlo, e riempitelo con la miscela di lacrime e sudore. Prendete un paio di scomode e lunghissime pinzette e adagiate il baffo di gatto sopra il bichiere avendo cura che resti in equilibrio. Ora è arrivato il tempo di versare la polverina, ottenuta prima gratuggiando invidia+illusioni+tradimenti, state attenti a non rovesciare il baffo di gatto!! vi starete chiedendo: "non era meglio farlo prima?" certo!! ma sarebbe stato troppo facile!!
Una volta versata la polverina abbiamo quasi finito!! ora dovete prendere un filo di speranza, piegarlo in due per renderlo ancora più corto e adagiarlo in equilibrio precario sopra il baffo di gatto. Il vostro filo di esile speranza ora dovrebbe scendere giù lungo il bicchiere fino ad arrivare alla miscela liquida dove si trova la nostra polverina.
Lasciate riposare il tutto in ambiente luminoso, accessibile a tutti, pieno di rumore e sabotatori. Se tutto andrà bene piano piano i vostri sogni si cristallizzeranno agrappandosi piano piano al filo!! potrete vederli crescere giorno per giorno!!
ps: momento di cinismo mattutino... prendete questo post solo come una provocazione e uno spunto di riflessione, non si tratta assolutamente di uno sfogo personale, anzi!
venerdì, novembre 27, 2009
Persone "Speciali"
Avere una persona "speciale" cambia le prospettive: ti fa vedere il mondo sotto una luce diversa, rende "bellissime" cose semplici o "speciali" contesti assolutamente indifferenti agli occhi degli altri.
Una persona amata e vicina è scudo, dimora; tempio dove venerare la vita; è mensa dove consumare la passione e anche diario dove scrivere le proprie memorie; giaciglio dove cullare i propri sogni e occhi in cui specchiarsi.
Amare è confrontarsi
Stridere l'uno con l'altro emettendo scintille e lacrime
Limarsi l'uno con l'altro, consumarsi ridefinendo i propri limiti personali fino a pensare solo in termini di limiti comuni. Ci si leviga, consuma, fondendosi e plasmandosi grazie al calore generatosi nel processo. La passione scalda e fonde la materia di cui siamo fatti, la mente guida le nostre mani nella realizzazione di progetti comuni che ci definisco, delineano e fanno crescere assieme.
Amore, passione, intesa.. frammenti di un concetto troppo corporeo, ormonale, psicologico per essere spiegato. La parola che preferisco per parlare di vita di coppia è "viaggio": raccoglie l'idea del cambiamento, dello spostarsi e scoprire cose nuove, fuori e dentro di se.
Viaggiare assieme significa condividere esperienze, affrontare problemi in coppia o da soli mentre ci si prende cura dell'altro.
Una persona amata e vicina è scudo, dimora; tempio dove venerare la vita; è mensa dove consumare la passione e anche diario dove scrivere le proprie memorie; giaciglio dove cullare i propri sogni e occhi in cui specchiarsi.
Amare è confrontarsi
Stridere l'uno con l'altro emettendo scintille e lacrime
Limarsi l'uno con l'altro, consumarsi ridefinendo i propri limiti personali fino a pensare solo in termini di limiti comuni. Ci si leviga, consuma, fondendosi e plasmandosi grazie al calore generatosi nel processo. La passione scalda e fonde la materia di cui siamo fatti, la mente guida le nostre mani nella realizzazione di progetti comuni che ci definisco, delineano e fanno crescere assieme.
Amore, passione, intesa.. frammenti di un concetto troppo corporeo, ormonale, psicologico per essere spiegato. La parola che preferisco per parlare di vita di coppia è "viaggio": raccoglie l'idea del cambiamento, dello spostarsi e scoprire cose nuove, fuori e dentro di se.
Viaggiare assieme significa condividere esperienze, affrontare problemi in coppia o da soli mentre ci si prende cura dell'altro.
mercoledì, settembre 23, 2009
In my domain... those scars will bleed
Mentre scrivo ascolto "The Unhealer", canzone tratta dall'album AngL del musicista solista Ihsahn: uno dei massimi esponenti ed innovatori del genere "black metal".
Mi piace la contrapposizione presente nel testo tra una visione pacifica/permissiva e una molto più agressiva e legata al punire azioni e comportamenti "scorretti". Il richiamo a tematiche religione è presente, forte ma non opprimente "your god is not my god" oltre che la presa di posizione forte "in my domain those scars will bleed": le vecchie ferite lasciano cicatrici.. ci chiedono di dimenticare ma nel mio mondo le tue cicatrici sanguineranno ancora. Questo il sunto del discorso.
La vita ci mostra ogni giorno come il dolore ne sia parte integrante.
L'autunno ci fa vedere la morte, il freddo respiro dell'inverno che arriva.. vedere solo una stagione o volerne stabilire un ordine/sequenza è sbagliato.. forse un cerchio ha un inizio o una fine?
Un ciclo è tale in quanto va visto come eterno e ripetuto.. la vita non fa altro che riproporci giorno dopo giorno pochi grandi principi etici/fisici/matematici: le variabili cambiano ma a livello macroscopico nulla è davvero diverso.
Vita, morte, gioia, dolore si definiscono l'un l'altro e da soli non avrebbero senso.
Tutto ciò che si basa sul dualismo ha un suo fascino che mi richiama, più passano gli anni più sono attrato da visioni contrapposte e definizioni basate su concetti come "bipolarismo".
L'autunno arriva anche per me, vedo la natura chiudersi a guscio in vista dell'inverno e raccogliere le forze per i giorni a venire. La pioggia mi bagna il viso mentre proseguo per una mia routine collaudata, il muoversi in questa atmosfera soffusa e sfumata acquista un qualcosa di magico ed etereo. Le macchine sonnacchiose, i gatti umidi e poco felici, le vecchiette cupe sono parte integrante di questo paesaggio.
A volte è difficile stabilire dove finisce lo sfondo e inizia il proprio corpo, in un mondo sfumato e umido le proprie sensazioni fisiche talvolta sono solo lo specchio di quello che ci circonda. L'umido dei muri sembra simile a quello delle nostre ossa, le pozzanghere sono i nostri sguardi che riflettono le sensazioni degli amici. Il nostro cuore affronta il cambio di stagione come gli alberi del viale, le nostre menti non sono forse anche loro sonnachiose? la mia lo è di sicuro...
Mi piace la contrapposizione presente nel testo tra una visione pacifica/permissiva e una molto più agressiva e legata al punire azioni e comportamenti "scorretti". Il richiamo a tematiche religione è presente, forte ma non opprimente "your god is not my god" oltre che la presa di posizione forte "in my domain those scars will bleed": le vecchie ferite lasciano cicatrici.. ci chiedono di dimenticare ma nel mio mondo le tue cicatrici sanguineranno ancora. Questo il sunto del discorso.
La vita ci mostra ogni giorno come il dolore ne sia parte integrante.
L'autunno ci fa vedere la morte, il freddo respiro dell'inverno che arriva.. vedere solo una stagione o volerne stabilire un ordine/sequenza è sbagliato.. forse un cerchio ha un inizio o una fine?
Un ciclo è tale in quanto va visto come eterno e ripetuto.. la vita non fa altro che riproporci giorno dopo giorno pochi grandi principi etici/fisici/matematici: le variabili cambiano ma a livello macroscopico nulla è davvero diverso.
Vita, morte, gioia, dolore si definiscono l'un l'altro e da soli non avrebbero senso.
Tutto ciò che si basa sul dualismo ha un suo fascino che mi richiama, più passano gli anni più sono attrato da visioni contrapposte e definizioni basate su concetti come "bipolarismo".
L'autunno arriva anche per me, vedo la natura chiudersi a guscio in vista dell'inverno e raccogliere le forze per i giorni a venire. La pioggia mi bagna il viso mentre proseguo per una mia routine collaudata, il muoversi in questa atmosfera soffusa e sfumata acquista un qualcosa di magico ed etereo. Le macchine sonnacchiose, i gatti umidi e poco felici, le vecchiette cupe sono parte integrante di questo paesaggio.
A volte è difficile stabilire dove finisce lo sfondo e inizia il proprio corpo, in un mondo sfumato e umido le proprie sensazioni fisiche talvolta sono solo lo specchio di quello che ci circonda. L'umido dei muri sembra simile a quello delle nostre ossa, le pozzanghere sono i nostri sguardi che riflettono le sensazioni degli amici. Il nostro cuore affronta il cambio di stagione come gli alberi del viale, le nostre menti non sono forse anche loro sonnachiose? la mia lo è di sicuro...
venerdì, giugno 19, 2009
Le Mani
Ho sempre guardato le mani degli adulti intorno a me..
Guardavo le mie mani di bambino stringere quelle di mio padre, così grandi e forti, quelle di mio nonno e di tanti altri. Guardavo le mani e le vedevo diverse, notavo particolari, coglievo sfumature. Perché alcune mani erano così ruvide e callose? perché certe volte forti e sicure e altre volte molli e liscie?
Le mani di mia nonna erano ruvide e segnate dalle ore di lavoro, quelle di molti miei zii erano sempre callose e piene di taglietti e cicatrici. Gente che lavora, gente che suda il pane di tutti i giorni.
Mani forti di chi la vita l'ha presa "per le palle" e ha saputo, e sa, farsi rispettare.
Spesso ho incomprensioni con mio padre, spesso non capisco o non capisce... le parole sono subdole e ingannevoli a volte ma le mani no.
Le mani non mentono.
Allora penso a cosa dicono le sue mani, penso a cosa dicono le sue azioni e i suoi gesti.. allora lo capisco e spesso lo perdono per la sua incapacità di DIRE.. perché gente come lui, come i miei e spero vostri zii e nonni, più che DIRE sanno DARE.
Le mani sono quello che usiamo per FARE, chi pensa a FARE più che a dire lo riconosci subito.. dagli la mano, non scappare se la sua stretta è forte e ruvida come quella di un animale selvatico, perché allora saprai che stai stringendo la mano di un vero uomo. Un uomo che ha saputo affrontare la vita, un uomo che ha FATTO e CREATO qualcosa.
Le parole? quelle sono belle.. ma non dimenticarti mai che le parole possono mentire, le mani no.
Guardavo le mie mani di bambino stringere quelle di mio padre, così grandi e forti, quelle di mio nonno e di tanti altri. Guardavo le mani e le vedevo diverse, notavo particolari, coglievo sfumature. Perché alcune mani erano così ruvide e callose? perché certe volte forti e sicure e altre volte molli e liscie?
Le mani di mia nonna erano ruvide e segnate dalle ore di lavoro, quelle di molti miei zii erano sempre callose e piene di taglietti e cicatrici. Gente che lavora, gente che suda il pane di tutti i giorni.
Mani forti di chi la vita l'ha presa "per le palle" e ha saputo, e sa, farsi rispettare.
Spesso ho incomprensioni con mio padre, spesso non capisco o non capisce... le parole sono subdole e ingannevoli a volte ma le mani no.
Le mani non mentono.
Allora penso a cosa dicono le sue mani, penso a cosa dicono le sue azioni e i suoi gesti.. allora lo capisco e spesso lo perdono per la sua incapacità di DIRE.. perché gente come lui, come i miei e spero vostri zii e nonni, più che DIRE sanno DARE.
Le mani sono quello che usiamo per FARE, chi pensa a FARE più che a dire lo riconosci subito.. dagli la mano, non scappare se la sua stretta è forte e ruvida come quella di un animale selvatico, perché allora saprai che stai stringendo la mano di un vero uomo. Un uomo che ha saputo affrontare la vita, un uomo che ha FATTO e CREATO qualcosa.
Le parole? quelle sono belle.. ma non dimenticarti mai che le parole possono mentire, le mani no.
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venerdì, giugno 12, 2009
Aridità
L'aridità dei sentimenti.
che si spande.
che si diffonde.
il chiudersi in se stessi.
l'erigere muri d'ignoranza e misantropia.
l'avidità di sentimenti.
che si spande.
che si diffonde.
il credere in se stessi.
il crocifiggere il prossimo senza pietà.
..e capita delle volte, al mattino, guardandosi allo specchio di vedere un altro SE. Una faccia amorfa che ci riflette le nostre paure, manifestazione dell'ignoranza di noi stessi. Allora ci laviamo la faccia, architetti di noi stessi plasmiamo l'amorfo: creiamo una maschera da indossare
su di noi
per noi
..e capita certe volte, alla sera, guardandovi per strada di vedere un altro SE. Un volto, tra la folla, riflette i nostri dubbi, manifestazione delle menzogne che ci siamo detti. Allora tagliamo la sua faccia, assassini di noi stessi rimuoviamo la fonte della nostra angoscia: uccidiamo l'incarnazione delle nostre paure
per voi
con voi
e si continua a impilare facce
volti sgretolati
sorrisi impacchettati
e si continua a dire bugie
su bugie
con bugie
mischiamo malta e smalto
creiamo una maschera
nascondiamo il nostro volto
smettiamo di conoscere il bambino che è in noi
e diventiamo cinici
freddi e cattivi
come tanti cani sciolti, induriti dal freddo e dalla fame.
che si spande.
che si diffonde.
il chiudersi in se stessi.
l'erigere muri d'ignoranza e misantropia.
l'avidità di sentimenti.
che si spande.
che si diffonde.
il credere in se stessi.
il crocifiggere il prossimo senza pietà.
..e capita delle volte, al mattino, guardandosi allo specchio di vedere un altro SE. Una faccia amorfa che ci riflette le nostre paure, manifestazione dell'ignoranza di noi stessi. Allora ci laviamo la faccia, architetti di noi stessi plasmiamo l'amorfo: creiamo una maschera da indossare
su di noi
per noi
..e capita certe volte, alla sera, guardandovi per strada di vedere un altro SE. Un volto, tra la folla, riflette i nostri dubbi, manifestazione delle menzogne che ci siamo detti. Allora tagliamo la sua faccia, assassini di noi stessi rimuoviamo la fonte della nostra angoscia: uccidiamo l'incarnazione delle nostre paure
per voi
con voi
e si continua a impilare facce
volti sgretolati
sorrisi impacchettati
e si continua a dire bugie
su bugie
con bugie
mischiamo malta e smalto
creiamo una maschera
nascondiamo il nostro volto
smettiamo di conoscere il bambino che è in noi
e diventiamo cinici
freddi e cattivi
come tanti cani sciolti, induriti dal freddo e dalla fame.
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