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Una foglia tra le foglie. Resa dorata dal troppo sole. Scossa dal troppo vento. Sbattuta e condotta avanti dal destino ma pur sempre con una storia da raccontare.. volete sentirla?

mercoledì, settembre 23, 2009

In my domain... those scars will bleed

Mentre scrivo ascolto "The Unhealer", canzone tratta dall'album AngL del musicista solista Ihsahn: uno dei massimi esponenti ed innovatori del genere "black metal".

Mi piace la contrapposizione presente nel testo tra una visione pacifica/permissiva e una molto più agressiva e legata al punire azioni e comportamenti "scorretti". Il richiamo a tematiche religione è presente, forte ma non opprimente "your god is not my god" oltre che la presa di posizione forte "in my domain those scars will bleed": le vecchie ferite lasciano cicatrici.. ci chiedono di dimenticare ma nel mio mondo le tue cicatrici sanguineranno ancora. Questo il sunto del discorso.

La vita ci mostra ogni giorno come il dolore ne sia parte integrante.

L'autunno ci fa vedere la morte, il freddo respiro dell'inverno che arriva.. vedere solo una stagione o volerne stabilire un ordine/sequenza è sbagliato.. forse un cerchio ha un inizio o una fine?

Un ciclo è tale in quanto va visto come eterno e ripetuto.. la vita non fa altro che riproporci giorno dopo giorno pochi grandi principi etici/fisici/matematici: le variabili cambiano ma a livello macroscopico nulla è davvero diverso.

Vita, morte, gioia, dolore si definiscono l'un l'altro e da soli non avrebbero senso.

Tutto ciò che si basa sul dualismo ha un suo fascino che mi richiama, più passano gli anni più sono attrato da visioni contrapposte e definizioni basate su concetti come "bipolarismo".

L'autunno arriva anche per me, vedo la natura chiudersi a guscio in vista dell'inverno e raccogliere le forze per i giorni a venire. La pioggia mi bagna il viso mentre proseguo per una mia routine collaudata, il muoversi in questa atmosfera soffusa e sfumata acquista un qualcosa di magico ed etereo. Le macchine sonnacchiose, i gatti umidi e poco felici, le vecchiette cupe sono parte integrante di questo paesaggio.

A volte è difficile stabilire dove finisce lo sfondo e inizia il proprio corpo, in un mondo sfumato e umido le proprie sensazioni fisiche talvolta sono solo lo specchio di quello che ci circonda. L'umido dei muri sembra simile a quello delle nostre ossa, le pozzanghere sono i nostri sguardi che riflettono le sensazioni degli amici. Il nostro cuore affronta il cambio di stagione come gli alberi del viale, le nostre menti non sono forse anche loro sonnachiose? la mia lo è di sicuro...